Elenco soci fondatori

 

Elenco dei 29 Soci Fondatori: (al 31-12- 2012)

 

VIVENTI                                   DEFUNTI

 

  

 

Si è sempre benvenuti alla Foce - di Amedeo Fusco

Quando scrivi per certe occasioni, quasi sempre ti ritrovi ad attingere da quel formulario di circostanza, che, zeppo di frasi fatte e piene d’enfasi, in fine ti soffoca e ti fa perdere il sapore e il significato ultimo dell’evento. D’altronde è nelle occasioni che si tira fuori dall’armadio l’abito buono, quello della festa, quello che però, quando l’ hai addosso, sa di naftalina.

E’ perciò quasi regola di condotta, per me, evitare ogni rischio: non scrivere, non parlare, per non trovarsi, col senno di poi, come quel sarto di cui si legge in un celebre libro. Sennonché, stavolta, scrivere di un’occasione, come il sessantesimo della Foce, mi fa piacere. Mi mette ad agio, come si è ad agio alle feste di certi amici in cui, vuoi per il legame sincero vuoi per la franchezza del rapporto, ti ritrovi tu a fare gli onori di casa, in vece dell’ospite.

E più che un anniversario, più che un’occasione, i sessant’anni della Foce sono per me proprio la festa di un amico, di uno che si conosce da sempre. Sono entrato per la prima volta in redazione dieci anni fa, ma sin da bambino, servendo messa a Don Arturo, sentivo parlare della “sua” Foce, quella che lui aveva diretto e che a sua detta era la migliore. Col tempo avrei poi scoperto che per ogni direttore che si rispetti non c’è Foce migliore di quella da lui diretta.

Era il dicembre del ’94 quando pubblicai il mio primo articolo, che incontrò subito la benevolenza, forse eccessiva, e gli incoraggiamenti di quei lettori che avevo conosciuto proprio nella sacrestia della Chiesa del Carmine. Erano Vittorio Crivelli Visconti, esperto di araldica tra i massimi in Italia, autore di una monografia sulla nobiltà italiana, che allora andava stendendo alcune voci per un dizionario enciclopedico, sua moglie Titti, che parlava spesso di Dante, argomento prediletto tra l’altro di don Arturo e Guido Quaglione, che per me, come per tutti i miei compagni di redazione, non se ne abbia a male Pasquale Caranfa, rimarrà il Presidente per antonomasia.

Fu quest’ultimo che mi volle socio. Avevo da tempo lasciato il giornale quando il giudice mi chiese di presentare domanda per far parte dell’associazione: all’inizio rifiutai cortesemente, dopo però, tornato a scrivere su sollecitazione di Antonio Carfagnini, mi lasciai nuovamente coinvolgere: mi convinsi, divenni socio e capii che si è sempre bentornati alla Foce. Chi ha vissuto un’esperienza analoga me ne darà ben ragione. E soprattutto chi ama Scanno è benvenuto, se non bentornato, alla Foce, ché questo foglio è col tempo entrato a pieno titolo nell’immaginario collettivo come un connotato di quella Scannesità, di cui purtroppo oggi si parla spesso a sproposito.

Anzi! a ben vedere il nostro giornale, prima e più della stessa associazione culturale, ha finito per trasformarsi, per divenire una vera e propria istituzione, partecipe al pari delle altre della vita e perciò protagonista della storia del nostro paese e questo non tanto per quella funzione d’anagrafe che di fatto è chiamata ad assolvere quanto, e soprattutto, perché entrando nelle case, ha finito per essere parte dell’esistenza quotidiana di molti; perché scandendo i momenti salienti della vita del paese ha finito, seppur indirettamente, per scandire la vita dei suoi abitanti, diventando patrimonio di tutta una collettività e vincolo di legame, in alcuni casi l’unico, tra una terra e i suoi figli lontani.

Quanti residenti d’oltreoceano aspettano con ansia l’arrivo della Foce come si aspetta la visita di una persona cara! E’ anche per questo che consiglio all’attuale redazione di tornare alle origini e di tornarvi spesso, magari anche ripubblicando pezzi di trenta, quaranta, cinquant’anni fa, che, e questo lo dico senza enfasi, sono veri e propri classici, perché hanno sempre qualcosa da dire. Rileggere alcuni fondi di Francesco Di Rienzo, don Ciccio, di Gino Di Rocco, qualche pezzo di cronaca, di quella alla Tonino Cosenza per esempio, farebbe di certo bene: arricchirebbe, anzi creerebbe di nuovo un confronto ed un dibattito, da troppo tempo perduti a tutto vantaggio del più sterile chiacchiericcio.

Per non dire degli Aneddoti di scriba o delle Lettere di Stacchillo: in una temperie grandefratellizzata, o megadelfica che dir si voglia, con gli editori, che hanno dovuto inventarsi i giornali da metrò o calcolare i tempi di lettura articolo per articolo, poter leggere pezzi di tal fatta è un piacere.

Una lettura del genere è una buona lettura: ti appaga, ti sazia o, quantomeno, ti sottrae per un momento dalla temperie granfratellesca dominante.

Celidonio Abele                                       Caranfa Liborio 

Ciancarelli Gregorio                                Carfagnini Ettore 

Mancinelli Dino                                        Ciarletta Aldo 

Notarmuzi Marco                                     Colarossi Dante                                

Pagliari gaetano                                      Colarossi Gaetano 

Paulone Guido                                         Cosenza Antonino

                                                                 Del Fattore Aureliano

                                                                 Di Bartolo Ildo

                                                                 Fronterotta Giuseppe

                                                                 Fronterotta Pietro

                                                                 Gualtieri Francesco

                                                                 Lavillotti Eliseo

                                                                 Milano Alberto

                                                                 Pagliari Ennio

                                                                 Paulone Arduino

                                                                 Paulone Ermanno

                                                                 Paulone Giorgio

                                                                 Petrocco Ascanio

                                                                 Quaglione pasquale

                                                                 Ramaccioni Luigi

                                                                 Rossicone Carmelo

                                                                 Rotolo Giacomo

                                                                 Ubaldi Quintino